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9,99 €
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SKU: 03
Autore: Renzo Semprini Cesari
Opere: Gianni Caselli, Lanfranco Giovannini, Claudio Gori, Freddy Veroni
ISBN 978-88-942575-0-2
Ciascun tipo di istituzione, organizzazione o sistema (mentale, societario, abitativo, lavorativo, etc.) dovrebbe rappresentare uno strumento inalizzato a gestire le innumerevoli complessità delle culture umane e, dunque, a migliorare la vita degli individui e delle società. A partire dalle creazioni più antiche e basilari, come la gestione dell’agricoltura o la pianiicazione    delle città, fino    agli strumenti più all’avanguardia dell’odierna era digitale, è un continuo susseguirsi di sistemi mirati a organizzare, produrre e ottimizzare. Tutto ciò assume di frequente il nome di “progresso”, e viene considerato identiicatore della stessa evoluzione umana: si parla spesso, infatti, di scoperte che avrebbero segnato le tappe fondamentali del percorso dell’uomo dalla sua comparsa sulla Terra a oggi. L’utilità di tali strumenti, tuttavia, a volte lascia il posto a una pericolosa limitazione della libertà personale. In ognuno dei sistemi che scandiscono le attività umane è insito il rischio che la struttura si trasformi in una gabbia. Le soluzioni architettate per rendere possibile e più felice la convivenza fra gli individui, fra i gruppi umani, e anche fra la specie umana e il suo ambiente, rivelano sempre più spesso il loro lato costrittivo, alienante e causa di infelicità. Il progetto STRUTTURE origina dall’urgenza di interrogarsi sui seguenti temi: la nostra società è consumata dal gravame delle stesse strutture che la sorreggono? Esse stanno prosciugando il fondo più vivo delle nostre esistenze? Qual è il peso delle varie strutture nel condizionare le azioni che compiamo ogni giorno? Dal salire una scala reggendosi al corrimano, all'attraversare una strada facendo attenzione alle strisce pedonali, ino    a scelte cruciali in cui entrano in gioco le nostre strutture familiari, sociali, lavorative e cosı    ̀via. Intento del progetto è mettere in luce le domande, i dubbi e le diverse emozioni implicate nel rapporto fra l’uomo e le strutture che egli stesso ha costruito. L’uomo, indubbiamente, è stato in grado di creare strutture positive, ma ha anche condotto se stesso in quell’ imbuto auto distruttivo che ha portato a città involte su se stesse, costruzioni che sfruttano anche l’ultimo centimetro a discapito del bello e dell’armonia, creazione ad hoc di bisogni tecnologici sempre maggiori indotti dal “sistema moda”; corse continue, paure, frenesie, che rendono l’uomo prigioniero della sua stessa vita; industrializzazione priva di freni che aumenta la produzione in maniera esponenziale, ma inversamente proporzionale all’occupazione dell’uomo. Le STRUTTURE che hanno ingabbiato le nostre vite possono lentamente essere disintegrate, o quanto meno convertite. Il senso del bello e dell'arte possono divenire fonte di nuova ispirazione.

sostegni o gabbie?

Strutture

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