Il Santone dello Svapo - un'intervista "croccante"

Scritto da

Parlare di divulgazione della sigaretta elettronica in Italia significa parlare di una persona: Il Santone dello Svapo.
Centosessantamila iscritti al suo canale youtube, migliaia i suoi followers in ogni social network, ogni giorno se ne aggiungono centinaia. Probabilmente i “filmati”, in materia svapo, più seguiti al mondo.
Di suoi video ne no visti parecchi, dai suoi video, se non ci sofferma solo a una lettura superficiale, si può capire come mai, in Italia, è l’unico divulgatore professionista. Una cura impressionante della fotografia senza alcun tentativo di spettacolarizzazione, una vera e propria regia all’interno di più format che si alternano nei giorni della settimana. Più personaggi: in tutte le compagnie c’è chi fa ridere di più, che è sempre sopra le righe, che fa le facce che quando lo guardi non puoi fare a meno di ridere. Negli spettacoli del Santone questa figura si chiama Scarphy. Poi c’è quello serio, quello che se hai bisogno di precisione e affidabilità vai da lui. E poi altri ancora: come in un copione di un film di successo, il Santone mischia gli aromi, li bilancia, c’è il simpatico che controbilancia il serio, c’è quello a cui scappa una parolaccia di troppo e quello sempre preciso, quello che anche se non parla resti lo stesso attaccato al video per guardarlo e, ancora, quello di cui vuoi conoscere il pensiero. Nel mezzo, a dirigere lo spettacolo, c’è sempre il Santone.
Uno spettacolo (perché è di spettacolo che stiamo parlando) capace di intrattenere per dieci minuti e mai più può fondarsi sulla spontaneità senza bisogno di costruzione, uno spettacolo solo costruito alla fine ti annoia. Lo spettacolo di successo è quello che riesce a riunire queste due componenti. E poi “bucare il video”, avere i tempi comici e conoscere perfettamente la materia, fino a fare tendenza. Il Santone inizia a usare l’aggettivo “croccante”, dopo qualche giorno nei social “svapo”, “croccante” diventa l’aggettivo più usato. Fa un video in cui dice “poca potenza, molta potenza”, dopo poche ore diventa virale al punto di trovare la parodia che il suo amico Wender gli fa su youtube.

Gli mando una mail: “ciao, sei interessato a una intervista? La mia casa editrice ha una rubrica che si occupa di svapo”.
Poche ore e arriva la risposta: “grazie, con piacere, ci sentiamo al telefono settimana prossima, se puoi”.



E così inizia la mia chiacchierata col Santone dello Svapo.

Parto subito con una domanda scomoda, così ce ne liberiamo. Ultimamente ha introdotto nelle sue dirette Youtube (e solo in quelle) la possibilità, per i suoi sostenitori, di dare un contribuito in soldi. Funziona in modo molto semplice, sotto al video c’è un link, si collega a un conto Paypal, si dona quanto e se si vuole. È una funzione introdotta da poco in Italia, se, invece, si guardano i canali americani è usanza assai diffusa da parecchio tempo. Ma, come quasi tutto quello che fa il Santone, appena è apparsa da lui, si sono levate le polemiche.

 

            •           Donazioni. Ho visto che è successo un gran baccano, che qualcuno ha gridato allo scandalo dicendo che si deve donare per cause più nobili. Ci puoi dire il tuo pensiero a riguardo?

Come dici tu, è pratica assai usata negli Stati Uniti e il discorso a mio avviso è molto semplice, chi crede nel mio progetto mi dà una mano. Certo, il termine “donazione” è utilizzato per altri motivi, ma qui non c’entra nulla. Non mi metto certo in competizione con chi ha realmente bisogno. Si chiamano così, ma sono solo dei contributi. Mi vuoi dare un euro o più perché credi nel mio canale? Puoi farlo. E bada bene, non è stata neanche una mia idea, ma dei miei followers. Basta guardare le live per vedere che è cosi. Io ho solo detto dove avrei speso i loro soldi, per rispetto nei loro confronti.

            •           Non so, forse un pretesto per attaccarti, mi verrebbe da pensare. Anche perché, se ben guardiamo, è ovvio che ci sono tantissime persone che hanno situazioni tragiche, ma a questo punto anche io, se mi compro una maglia e non ne ho bisogno, sarebbe eticamente più giusto dare quei cento euro per altri scopi. E poi, in ogni caso, è legittimo chiedere, è a discrezione accettare.

Appunto, insomma, non mi sembra davvero che ci sia da fare tutto questo clamore. Poi, che sia pretestuoso, lo hai detto tu, io non mi curo troppo di quello che gli altri hanno da dire sul mio conto.

            •           Sì, e credo che questo sia un altro dei motivi che spiegano bene il tuo successo. Sembra un poco la macchina comunicativa perfetta. Se dieci persone ti lodano e una ti attacca, questa porta ancor più a parlare di te, e così altre persone ti guardano. Il moto perpetuo fatto “spettacolo”.

Massì, e poi guarda che alla fine si notano di più quelli che parlano male di quelli che mi stimano. Un gran rumore per nulla, se non quello che fa aumentare sempre il numero della gente che mi segue.

            •           Ecco, di questo vorrei chiederti. Guardando i tuoi video si vedono diversi ingredienti. C’è la competenza, perché in fondo il succo del discorso è mostrare un prodotto nel migliore dei modi e spiegare come si usa. Poi ci sono personaggi che si incastrano, oltre alla ricerca di una immagine sempre migliore. Tutto questo è voluto, studiato, o è nato tutto spontaneamente?

No, guarda, tutto quello che vedi nei miei video è stato studiato a fondo. Ovvio, siamo amici, ci vogliamo bene e tra di noi si scherza. Se vedi bene i miei lavori ci sono diversi fattori, c’è l’ignoranza, ci sono le risate, ci sono le spiegazioni dei prodotti. Ma tutto questo è incanalato dentro uno spettacolo. Io ho passato anni a vivere di comunicazione e amo profondamente il cinema. Ho semplicemente messo il connubio delle due cose nei miei video.

            •           Questo lo sottoscrivo. Poi, per carità, si possono amare o meno, si può preferire un altro genere e si può essere non sempre d’accordo con quello che dici, insomma, sempre libertà di critica. Ma un conto sono i gusti personali, altro è il criticare a prescindere.

Guarda, a me non interessa. Come detto non sto troppo a guardare quelli che ce l’hanno con me, poi insomma, io sono abituato a portare rispetto per chi ottiene i risultati.

            •           Anche perché, insomma, alla fine dei conti, divulgare lo svapo vuol dire portare persone a smettere di fumare. Centosessantamila iscritti: per difetto, facciamo finta che solo cinque su cento abbiano smesso le analogiche grazie a te, vuol dire che reso la vita più sana a ottomila persone.

E certo, ma questo mica lo dicono.

Ci sono dei momenti, in una conversazione, in cui si cambia registro. In cui l’intervistato inizia a togliersi gli strati da personaggio e a restare, semplicemente, persona. E adesso si vede che è questo il momento. Il Santone, o meglio, Matteo, inizia a cambiare voce, a essere più rilassato e ad aver voglia di mostrarsi per davvero.

Come la storia delle donazioni di cui parlavamo prima. Guarda, non stare neanche a scriverlo, tanto sono cose mie, ma sai per quanti anni ho lavorato nel sociale? Poi dicono che i followers mi donano qualcosa. Io anni fa non stavo bene, ho passato un periodo davvero buio, per carità, per colpa mia. Ma ero davvero a terra, avevo perso anche il lavoro e chi mi conosce lo sa bene, potevo anche non riprendermi più. E poi ho deciso che basta, che non poteva continuare così. E così, grazie anche all’aiuto di altre persone poco alla volta mi sono ripreso, ho ricominciato a vivere e a mia volta ho dato una mano ad altra gente. E mi vengono a parlare di donazioni. Ma lo sai che dopo anni sono riuscito a prendere il mio negozio di sigaretta e boom, la crisi e mi tocca chiudere e restare di nuovo solo con debiti? E mi sono inventato questa cosa: il canale youtube. Che all’inizio eravamo davvero in pochi. Lavoro quindici ore al giorno. Io da un po’ non ascolto più nessuno, guarda questo dillo come mio unico suggerimento: se vuoi davvero fare qualcosa di buono, ascolta solo te stesso e quello che davvero vali alla fine viene fuori.

            •           In effetti, visto che dici che all’inizio eravate in pochi, a vedere i tuoi video sembra che tu abbia fatto le prove. Poco alla volta hai visto cosa funzionava e cosa doveva essere cambiato.

Sì, proprio così. È stata una costante evoluzione.

            •           Che poi, mondo dello svapo a parte, sei riuscito a coinvolgere parecchi professionisti, no?

               
Piu che altro ci siamo incontrati, non ho coinvolto direttamente nessuno di loro, ma le nostre strade si sono piacevolmente incrociate, ed è bello lavorare insieme. Pensa a Wender, a Paolo Noise, anche a Gabbo, che ha un milione di iscritti nel suo canale dedicato ai players. Quando io avevo quindici anni e ascoltavo lo zoo in radio pensavo se mai sarei riuscito a conoscerli. E adesso mi trovo a collaborare con loro per rendere grande questo settore.

            •           Anche perché in effetti, tra professionisti si può imparare.

Ma certo, io con loro non mi permetto di dire nulla, sono dei grandi, ascolto e vedo cosa hanno da insegnarmi. Hanno fatto la storia della radio, altro che storie.

            •           Cambiando argomento, ho visto che nei tuoi ultimi video dici spesso che il futuro è lo svapo di guancia, come mai pensi questo?

 In realtà lo dico da una vita, il cloud è un bel giocattolo, ma io prediligo quello di guancia. All’inizio eravamo in pochi, e c’era solo quello. Poi è arrivato il boom del cloud, prima dalle filippine e poi dall’America. E ha avuto una evoluzione pazzesca, anche grazie ai cinesi che clonando e prendendo spunto da tutto hanno reso disponibili un infinità di atomizzatori introvabili. Ma troppo velocemente, avrebbero potuto diluire i tempi.
Tutto è ciclico, lo sono le mode, ora va il cloud. Che a me piace, eh, non ti credere, ma è un po’ come nel cibo, un conto è andare a mangiare in un ristorante pentastellato Michelin, altro è prendere le patatine al fast food . Vanno benissimo anche quelle, semplicemente io prediligo l’altro tipo di svapo, ma il bello dello svapo è anche la varietà di cose che ci sono. quindi alla fine l’importante e che uno sia contento di quello che usa.

            •           Però tu hai fatto tantissimi video sul cloud, no?

Certo, ma di cosa potevi parlare? Ripeto, a me il cloud diverte, ma il motivo è anche che per anni lo svapo di guancia è stato fermo. Adesso è tempo che ci si evolva. Prendi un mio liquido o l’ultima produzione di Azhad. È tutto un altro mondo, ci sono mille sfumature.
Lo svapo è nato così.

             •           Penso anche io. Un po’ come nel mondo della pipa, no? Insomma, poche case, pochi prodotti, ma fidelizzati. Non è che cambiano tabacchi ogni due giorni.

 Certo, è proprio così. Siamo ancora in un mercato instabile, mille prodotti che dopo due settimane sono rimpiazzati da altri mille. Dobbiamo arrivare a uno svapo meno compulsivo, a scelte più consapevoli e meno legate all’ansia da acquisto compulsivo.

            •           Io avevo pensato che lo avessi detto anche per influenzare il mercato verso questo tipo di svapo. Insomma, i numeri parlano chiaro, se parli di un prodotto questo si vende.

Sì, guarda, io i numeri li conosco, ma credimi, di questo sono certo, il futuro è lo svapo di guancia.

             •           E invece, il futuro del tuo canale? Ci saranno cambiamenti?

Tra un po’ parte la gang del gusto due, con Scarphy e poi Michele e suo fratello, Maurice e Il Piadinaro dello svapo. Che tra l’altro, senza di loro non sarei mai riuscito a farla. Ci sarà di tutto, non ti sto a dire. Faremo cose mai viste prima.

             •           Del tipo?

Nuovi prodotti già nei prossimi giorni, target rinnovati, interviste. Di tutto davvero e sempre con una qualità maggiore.

             •           Sei appassionato anche di tecnologia, si vede.

Il mio studio è curato e sarà sempre meglio. Per me la tecnologia, oltre a essere una passione, è uno strumento che mi permette di offrire dei video al meglio della loro potenzialità.

             •           E invece, le altre attività?

Il sei maggio facciamo inaugurazione al locale La Bottega Del Santone a Forlì. Ci saranno Wender, Noise, Gabbo e tanti altri, poi continuo ad andare in giro per l’Italia nei vari negozi, pensa che sono “sold out” fino a ottobre.

Sold out è l’espressione giusta per terminare la chiacchierata. Una delle tante che, essendo una persona complessa, caratterizzano il Santone dello Svapo. Perché davvero, guardando le reazioni che hanno i suoi followers quando parla, quando spiega un prodotto o perché, per sicurezza, prima ancora che per etica, non bisogna prendere un clone, si capisce che è amato (e da qualcuno odiato) come una “rock star”. E poi, a prescindere da  tutto: volete imparare davvero a rigenerare una mesh? Guardatevi un suo video.

Altro in questa categoria: Sigarette elettroniche - introduzione »