In silenzioso dialogo - s01e03 - Harry James/Shirley Jackson

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Due famiglie singolarmente simili, una coppia di nipoti e uno zio, sono protagoniste di due romanzi tra i romanzi psicologici più interessanti e singolari della storia della letteratura angloamericana.
In ‘Giro di vite’ Harry James mette in scena il dramma di due bambini, Flora e Miles, rimasti orfani e affidati a uno zio che sceglie di disinteressarsene e di relegarli in una delle sue case di campagna, insieme a una giovane istitutrice. Tra nebbie, misteri e strane apparizioni, James sembra voler esprimere tutta la potenza ‘magica’ del pensiero infantile.
Di magico c’è invece poco nel romanzo di Shirley Jackson e tutta la forza del pensiero sovrannaturale è affidata a Mary Katherine, Merricat, giovanissima protagonista del romanzo e unico tramite rimasto tra il mondo e gli altri due personaggi del racconto.
Qualche anno prima tutta la sua famiglia è stata sterminata da un avvelenamento da arsenico e la colpa, mai provata, attribuita a Constance, amatissima sorella maggiore di Merricat. Solo lo zio, attraverso i cui deliri riusciamo a comprendere qualcosa della tragedia che ha colpito la famiglia, Merricat e Constance sono sopravvissuti e sono ora condannati, per evitare le chiacchiere e gli insulti del mondo circostante, a trascorrere i loro giorni rinchiusi a casa Blackwood, tetro teatro degli eventi occorsi.

James e Jackson sono stati due autori particolarmente attenti al mondo psicologico e introspettivo dell’umano, mondo che ci hanno raccontato e mostrato in tutti i loro romanzi.
Ma mentre James fa già ampiamente parte della storia e della critica della letteratura, per moltissimi anni gli scritti di Shirley Jackson sono stati relegati nel cassetto contrassegnato dall’etichetta “horror per casalinghe“: in questo è necessario dire che lei ci ha messo del suo, raccontando ad ogni incontro delle sue ‘capacità magiche’ tanto da farla soprannominare Virginia Werewoolf* da alcuni dei critici più velenosi delle sue opere.

Due romanzi, ciascuno a suo modo, che lasciano una traccia profonda nel lettore, in particolare in un momento storico come questo nel quale, confinati a casa, nel nostro personale “castello” possiamo ripercorrere noi stessi e, anche noi, partorire versioni alternative della nostra storia e nuovi mondi.

*Lupomannaro

Shirley Jackson, Abbiamo sempre vissuto nel castello, Adelphi 2009, traduzione di Monica Pareschi
Henry James, Il giro di vite, traduzioni varie. Qui Rizzoli, traduzione di Gioia Angiolillo