Renzo Semprini Cesari recensisce Grumo di polvere di Mara Genotti Brat

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Questo romanzo racconta la storia di un gatto da prima che venga al mondo, quando confonde il ventre materno con una generica scatola, fino alla conclusione di un lungo viaggio che quel mondo – ostico, solitario e sovraffollato – glielo farà conoscere e attraversare. Un mondo sovraffollato come in principio di racconto, quando il piccolo deve condividere con un numero imprecisato di fratelli uno spazio sì familiare, ma sempre più angusto, ma anche sovraffollato come quando, abbandonato a se stesso, avrà a che fare con luoghi e con spazi avversi, con macchine, camion, traffico e piazzole di sosta. Allo stesso tempo un mondo solitario, all’interno del quale nessuno gli regala niente, dove altri emarginati come lui, che sia un barbone o una prostituta o una giovane zingarella, un momento sembrano amici e un momento dopo non possono evitare di confermare un eterno abbandono. È la storia di un gatto che troverà un nome, Grumo, solo quando troverà un umano degno della propria fiducia. E insieme al proprio nome e al proprio posto in quello strano mondo, il nostro gatto dovrà scoprire anche i nomi delle cose, dovrà scoprire i sentimenti, ma soprattutto dovrà scoprire il senso della luce emanata dalle persone. Ogni persona una luce diversa. Ogni luogo un’esperienza, come è un’esperienza continua la vita. Il gatto che diventerà Grumo cresce con lo sviluppo della storia e impara, sia a cavarsela, sia a diffidare dei cattivi e dei nemici; e noi lo seguiamo a volte con apprensione, a volte con curiosità, a volte con entusiasmo, ma sempre mossi da un affetto verso un cucciolo che con le proprie continue scoperte finisce col farci riscoprire la vita. Il romanzo è scritto in uno stile semplice e lineare che rende credibile la voce del gatto, nonostante a volte venga da chiedersi come faccia a conoscere alcune cose, per logica sconosciute a un piccolo gatto, e altre più ovvie no. Ma la logica non è cosa di questo romanzo, mentre lo sono la tenerezza, l’avventura, il terrore e la ricerca, instancabile e alla fine premiata.