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Il 2017 è stato il primo anno di pubblicazioni Jona Editore. Ce ne sono state sedici.
Ci sono state due antologie, una in essere, l'altra terminata, che hanno portato e portano a due ebook e un libro in brossura.
C'è stato il primo libro d'arte (Strutture) e il primo libro di poesie (Tra il rumore e il silenzio), presto entrambi in brossura.
C'è stato "Il Gioco 1.0", primo esperimento sociale e di scrittura schizofrenica, da cui nasceranno dieci libri. Il Gioco 2.0 è in fase di selezione personaggi ed è diretto dalle due vincitrici della prima edizione: Angela Colapinto e Serena Barsottelli. Il Gioco 2.0 ha un suo spazio in cui potete vedere gli sviluppi, in attesa della partenza con dieci personaggi che selezioneremo.
Con Il Gioco 1.0, invece, abbiamo esordito, anche grazie a Enrico Pistoni, creatore del video, su youtube, aprendo un canale e dando voce ai personaggi.
Nel 2018 sono iniziate le lezioni. Lezioni di punteggiatura, di struttura, di racconto e di scrittura schizofrenica.
Ieri abbiamo aperto una nuova sezione: "arti visive". Tre pittori ci hanno già dato la gioia di poterveli proporre. "Quelli di Officina d'a". Artisti che, insieme a Renzo Semprini Cesari, hanno scritto Strutture.
Questa sezione non avrà solo pittura, ma ci raggiungeranno fotografi, disegnatori, fumettisti, condividendo il nostro modo di pensare all'arte.
Da aprile inizierà un servizio podcast. Potreste ascoltarci come fossimo una radio, ma all'ora che desiderate voi. Parleremo di letteratura, di editoria, di arte, e ci sarà, anche, un programma particolare, di cui vi parleremo presto.
Con la seconda antologia chiuderemo il ciclo "Prospettive", ma Renzo Semprini Cesari, curatore della sezione, è pronto a esporvi una nuova formula.
Le pubblicazioni, nel 2018, saranno circa quaranta. Venti comprenderanno Il Gioco 1.0 e il Gioco 2.0, due libri saranno di fotografia, due di vignette, due i saggi, e poi narrativa italiana e francese. Quasi tutti i libri saranno anche in brossura e tutti saranno distribuiti in libreria, oltre alla solita vendita dal sito.
Settimana prossima inizieremo a presentarvi i nostri Podcast e vi introdurremo altre nostre iniziative.

 

Immagine: Dittico - D.N.A. di Gianni Caselli

"Uomini che odiano le donne", tratto dal romanzo di Stieg Larsson.
Come sempre potete ispirarvi all'opera originale e prendere qualsiasi direzione troviate inerente.

Le regole, sempre le stesse:

I racconti (inediti) devono essere inviati a: contest@jonaeditore.it

La lunghezza massima (e vivamente consigliata) è di quattromila parole.
Il documento deve essere in qualsiasi formato office (doc, docs, odt).
Il titolo deve essere composto dal vostro nome-cognome e da "uomini che odiano le donne".
Dovete scrivere consenso a pubblicare online lo scritto, in caso di vittoria.
Precisiamo che con "inedito" si intende non pubblicato né su cartaceo, né online.
Scadenza 28 febbraio 2018.
Chiediamo, inoltre, ai partecipanti, di iscriversi al sito, alla nostra newsletter e a mettere un like alla pagina facebook. Sarà più semplice comunicare e potrete seguire ogni nostra iniziativa.
Cosa si vince?

I due o più vincitori (se i racconti inviati saranno meno di cinquanta decreteremo solo un vincitore) avranno pubblicazione in www.jonaeditore.it

 Entro fine marzo 2018  i migliori tra i vincitori avranno un contratto editoriale e saranno pubblicati in cartaceo e in epub.

Link a Prospettive, l'ebook della prima antologia.

 

Qui abbiamo parlato de Il Gioco.


Bando di partecipazione per la seconda edizione, le regole:


Data di inzio: 15 aprile 2018

Ognuno di voi dovrà pensare un personaggio. Quello che noi consigliamo è di trovarlo in voi. Di cercare di esplorare una parte della vostra natura nascosta, non resa manifesta, e di darle vita. Di trovare, per questa parte, un vestito. Che sia uomo, donna, buono, cattivo, vecchio o giovane, sta a voi. A parer nostro l’errore potrebbe essere quello di enfatizzare quello che già vivete. Una vostra versione più grande/bella/ricca. Al contrario, sarebbe interessante se trovaste quella cosa che, in voi, non volete vedere, nascondete, mascherate. Non, quindi,  quello che volete essere, ma quello che siete malgrado voi.
Dovete scrivere la presentazione. Almeno una pagina (word – va bene sia .doc, sia .docs - Times New Roman, 12, interlinea 1,5) scritto in prima persona del personaggio e inviarla (unita ai vostri dati: nome, cognome, residenza)  a ilgioco@jonaeditore.it
Noi apriremo un gruppo (segreto) in Facebook e creeremo dieci account.
Ogni personaggio che passerà la selezione ne avrà uno e sarà iscritto al gruppo “Il gioco”.
Dovrà presentarsi nella home del gruppo, cosicché tutti possano iniziare a conoscersi.
Dovrà avere tre livelli di scrittura:
Pubblico: nella home del gruppo
Privato: messaggistica con gli altri personaggi
Diario: dovrà, quotidianamente, scrivere le sue impressioni (sempre in prima persona-personaggio) e mandarcele.
I personaggi potranno incontrarsi dal vivo, ma sempre e solo in qualità di personaggio, senza mai rivelare la vera identità.

Il gioco durerà tre mesi.

Se il personaggio sarà poco presente e non interagirà con gli altri participanti: sarà eliminato.

Se sarà noioso, poco interessante, stereotipato: sarà eliminato

Se l’autore parlerà al di fuori del gruppo del suo personaggio: sarà eliminato.

Si partirà in dieci, altri subentreranno.

Alla fine dei tre mesi, i dieci rimasti avranno un contratto editoriale e scriveranno la loro storia. Il vincitore assoluto oltre a scrivere la sua scriverà un romanzo corale, con tutta l'esperienza dei personaggi per i tre mesi all'interno del gruppo.
In totale saranno, quindi, pubblicati undici libri, sia in versione digitale, sia in versione cartacea.

Per qualsiasi domanda, potete scrivere qui o mandare una mail a:

ilgioco@jonaeditore.it

Alla stessa mail, entro il 30 marzo 2018 potete mandare la vostra candidatura.
Per seguire ulteriori sviluppi e approfondimenti, potete seguirci attraverso la pagina Facebook e quella Instagram, e soprattutto il blog:  Il Gioco.

Responsabili editoriali di questa edizione, le vincitrici de Il Gioco 1.0:

Serena Barsottelli

Angela Colapinto


I dieci partecipanti  de Il Gioco 1.0 hanno descritto, in poche righe, la loro esperienza:

Debora Gatelli Per me il gioco e' stato come vivere in una dimensione parallela che con il passare delle settimane convergeva sempre più' pericolosamente con la mia vita reale fino ad intersecarsi con essa. E adesso non so più bene chi sono ma la sensazione e' comunque piacevole!

Mariarosa Quadrio Per me Il gioco è stato un viaggio dentro di me, le mie paure, i miei desideri. La parte migliore è stata trovare dei meravigliosi compagni di viaggio. È stata una splendida avventura che non scorderò mai.

Peppe Patti Per me Il gioco è stata quella esperienza che mi ha confuso del tutto sulla mia identità e che ha aggiunto un pizzico di pazzia in più in me. Ah, ha avuto anche dei lati negativi.

Serena Barsottelli Il gioco è stata la possibilità di dare vita a quella persona che vive dentro di me, ma che fuori dalla mia mente non può e non deve esistere. Mi ha dato la possibilità di essere la me stessa che, nonostante tutti i nonostante, continua a sopravvivere.


Nicoletta Fanuele Il gioco è stato un modo scoprire e scoprirsi, per raccontare un personaggio che da un po' di tempo scalpitava e non riusciva a trovare i giusti spazi e la giusta considerazione in altri contesti. Il gioco è un viaggio meraviglioso, un'avventura indimenticabile.

Galena Colapinto Il Gioco, per me, ha rappresentato la possibilità di aprire i cancelli a lati nascosti. È stato un ottimo sedativo, un viaggio dentro me stessa, a volte perturbante, altre liberatorio. È stato un po' come guardarsi in uno specchio e ritrovarsi a studiare la propria immagine come fosse qualcosa di nuovo.

Margherita Salterini Il gioco è l'esperimento con la E maiuscola, un'esperienza in divenire che abbandona ogni standard a cui si è abituati. È l'occasione di creare un mondo parallelo, che ci piaccia oppure no. Che sia un po' noi o per niente noi.

Chiara Trombetta Per me Il Gioco è stata la finestra di libertà che ho sempre cercato, l'opportunità di costruire qualcosa di vivo e in continua evoluzione insieme a un gruppo di menti fertili e altrettanto folli.
 
(Tutti i disegni de Il Gioco 1.0 e de Il gioco 2.0 sono di Alberto Baroni)


Qualora la redazione dovesse accettare la candidatura di un minore di anni diciotto sarà necessario che i genitori provvedano a sottoscrivere la liberatoria (scaricabile qui) per l’utilizzo delle immagini del minore stesso.
Nel caso che, inoltre, un minore di anni diciotto risultasse tra gli ultimi dieci rimasti  ai quali l’Editore offrirà contratto editoriale, sarà cura dello stesso Editore fornire tutta l’assistenza per l’ottenimento, da parte degli esercenti la potestà genitoriale nell’interesse del minore, dell’eventuale autorizzazione da parte del Giudice tutelare competente, per la stipula del contratto e per la riscossione delle somme dovute a titolo di corrispettivo percentuale sulle vendite.

Intervistiamo Angela Colapinto, una delle due vincitrici de Il Gioco,  creatrice di Margherita Solani.

 

- Ciao, ti puoi presentare per noi?

Sono quasi sicura di essere Angela, di avere 38 anni e di vivere a Bologna. Mi piace giocare. Soprattutto, amo scrivere. Un sogno, che piano piano ha iniziato a spingere da dentro e a reclamare attenzione. Ed eccomi qui. Penso che abbia vinto lui, a questo punto, e ne sono felice.

- Come sei venuta a conoscenza de Il gioco?

Dalla pagina facebook di Jona Editore.

- Come mai hai deciso di partecipare?

Quando ho letto il bando, ricordo di essere rimasta colpita dall'alone di mistero in cui era immerso. Ho trovato davvero geniale l'iniziativa, e ho pensato che fosse un'avventura da non perdere: poter agire un personaggio che non sei tu ma che in realtà sei tu. Così mi sono candidata, di pancia, e dopo un po' di giorni mi è arrivata la conferma. Ero dentro.

- Spiegaci cosa vuol dire stare per quattro mesi in un gruppo di estranei.

Si agisce mai veramente senza filtri con gli altri? Se dovessi rispondere io potrei azzardare un “ci provo” ma la verità è “no”. Ecco, ne Il Gioco è stato esattamente il contrario, e questo ha reso quegli estranei meno estranei di quello che erano. Per me ha significato conoscere con la C maiuscola, esplorare. Condividere senza barriere o vie di fuga.

- Ci parli del tuo personaggio e del perché lo hai scelto?

Margherita Solani ha 34 anni ed è single. Lei direbbe: “per scelta”.

Nella sua vita non mancano gli uomini, con i quali si diletta ogni volta che ne ha modo.

È stata cresciuta da una zia tanto capace di insegnarle come cavarsela, quanto incapace di trasmetterle affetto.

Non ama il genere umano. Vorrebbe fare l'opinionista, essere una di quelle persone pagate per dire quello che pensa. Dovendosi accontentare di un lavoro da impiegata, da anni sfoga la sua rabbia compilando un quaderno che chiama Detestiario, nel quale inserisce tutte le persone che a suo giudizio non meritano di popolare questa terra.

Ho scelto Margherita perché è stata, è e continuerà a essere quella “malgrado me stessa” che ho accettato esistere e con la quale faccio pace ogni giorno. L'ho scelta perché poteva allo stesso tempo rappresentarmi ed essere molto diversa da me.

Una contraddizione che credo sia parte di ognuno di noi.