Oggi, primo maggio 2017, inizia la seconda parte dei contest Jona Editore.
La prima ha avuto termine dando vita a prospettive: dodici temi, venti autori, quaranta racconti pubblicati.
Anche questa antologia sarà curata da Renzo Semprini Cesari.

Al termine, a dicembre, pubblicheremo un altro ebook e un libro cartaceo con una selezione dei racconti delle due.

Le regole sono le stesse, cambiano solo il numero di parole massime che i partecipanti possono utilizzare, passando da duemila a quattromila.

Il primo:

Titolo: Mad World

Scadenza: 30 maggio 2017

Parole massime: 4000

Mail per inviare il racconto (inedito e in qualsiasi formato office o open office) e per chiedere eventuali informazioni: contest@jonaeditore.it

Il tema, prendendo spunto dal titolo della celebre canzone, è aperto. Potete interpretarlo come meglio credete.

Il file che inviate deve avere come titolo: nomecognomemadworld: dove, ovviamente, per nome e cognome dovrete scrivere il vostro (in caso contrario sarà cestinato).

I due o più  vincitori (se i racconti inviati  saranno meno di cinquanta decreteremo solo un vincitore) avranno pubblicazione in www.jonaeditore.it

A dicembre 2017 i migliori tra i vincitori avranno un contratto editoriale e saranno pubblicati in cartaceo e in digitale.

Oltre al racconto inviate autorizzazione a pubblicarlo, nome e cognome ed eventuale vostro sito.

Splat.

Morto per il freddo e riverso a terra, viene travolto dalla mia zampina e tramutato in frittella. Che delusione scoprire che queste belle faville svolazzanti altro non sono che miseri insettini.

Splat.

Eccone un altro. Fino a poche sere fa la notte brillava, grazie alle lucciole che danzavano tra i fili d’erba e rendevano fatato e un po’ surreale il margine della superstrada. Ora, invece, soltanto i fari delle auto e dei grandi camion che sfrecciano sull’asfalto, o che si fermano nello spiazzo per riposare, inondano le ore notturne, rendendole meno nere.

Splat.

Sono tutti morti. Che amarezza scoprire che si tratta solo di bestioline! Qualche giorno fa, quando la mia amica Lucciola mi ha indicato gli scintillii lampeggianti, ho pensato di non essere il solo a vedere le luci colorate che danzano nell’aria! Ho pensato persino di non essere il solo a vedere il velo di colore che circonda le persone! Mi sento uno sciocco, ho così tanto bisogno di ottenere risposte sull’origine dei bagliori variopinti da non riuscire a filtrare neppure la realtà, separandola dalle mie speranze: è evidente che nessun altro può vedere questi colori.

Splat.

Schiaccio l’ultima lucciola morta a causa del freddo e poi me la mangio. Dopo giorni passati in questa valle di cemento a bordo della superstrada la fame si è fatta più crudele: sebbene qualche camionista di passaggio lasci casualmente cadere qualche avanzo di cibo, non ho avuto molte occasioni di fare un vero pasto, così anche i cadaveri di questi insettini mi sembrano briciole di pandoro succulente.

Continuiamo a conoscere gli autori di prospettive.

1 Quando hai iniziato a scrivere e perché?
2 Scrittori preferiti?
3 A cosa stai lavorando?
4
Il tuo iter? Da quando hai una idea a quando lo scritto è finito.
5 Da domani non puoi più scrivere, quale arte prende il posto?

Renzo Semprini Cesari, per noi di Jona Editore, oramai è di casa. Ci siamo conosciuti perché ha partecipato al primo contest, prima come autore, poi diventandone curatore. Ci siamo innamorati del suo modo di scrivere, spontaneo, semplice e al tempo stesso ricercato. Oltre a essere un autore, Renzo ha tutte le caratteristiche per esprimersi, sempre più, attraverso la scrittura. Attraverso e non con, perché la cosa maggiormente in sintonia con noi, è proprio questa. Lui prende una storia, dopo averla trovata, in qualche frazione di pensiero, e la fa oggetto. Lui diventa il tramite, si fa piccolo, fino a diventare invisibile, lasciando campo aperto ai suoi personaggi. Poi possono essere ispirati dal padre, dalla moglie, da sé stesso, ma questo è quanto avviene prima della scrittura. Durante, invece, Semprini passa da Padrone delle parole a Servo della storia, come pochi scrittori hanno il coraggio di fare.

La prima volta che hai sentito l’esigenza di scrivere quand’è stato?

In seconda superiore, un po’ per emulazione di mio cugino che aveva scritto una parodia dei promessi sposi, ho fatto la stessa cosa con protagonisti i miei genitori. Era un modo per pensare a  loro, apparentemente per prenderli in giro, loro e i miei tre fratelli. Un modo per parlare di e con loro. Ho scritto le gesta di mio padre alla conquista di mia madre. Lui era un personaggio, quello che noi in romagna chiamiamo “patacca”, quello, appunto che fa le “pataccate”, le prese in giro, quello sempre al centro dell’attenzione. Non so se è facile capire per chi non è di questa terra. Ne faceva di ogni, e, ovviamente, io scrivevo di lui. Tu pensa che questa cosa, questa grande personalità, è stata davvero la sua ascesa e la concausa del declino, una volta che si è ammalato non è riuscito a farsi vedere in modo diverso da come lo hanno sempre visto, e così si è isolato, piuttosto che farsi vedere in una posizione di debolezza, si è nascosto dal mondo.

Cosa faceva nella vita?

Faceva il geometra, faceva case. Era seriale, tutte uguali. Era la sua caratteristica, che se ci pensi era anche comodo, non c’era mai nulla di nuovo, i permessi del comune erano diventati uno standard. E comunque, poi, da scrivere di mio padre sono passato a scrivere di me stesso. Avevo visto un film, non so se lo ricordi, era con Tom Selleck, “armi di seduzione” o qualcosa del genere, lui era uno scrittore detective.

Continuano le interviste agli autori di prospettive.


Le domande


1 Quando hai iniziato a scrivere e perché?
2 Scrittori preferiti?
3 A cosa stai lavorando?
4
Il tuo iter? Da quando hai una idea a quando lo scritto è finito.
5 Da domani non puoi più scrivere, quale arte prende il posto?