In uscita, il 15 aprile 2017, Strutture, un libro d'arte (versione ebook). Pensato, disegnato e scritto da Officina d’A
Nei prossimi giorni intervisteremo gli artisti. Chi volesse partecipare all'evento facebook può iscriversi qui.

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Il progetto Strutture origina dall'urgenza di interrogarsi sui seguenti temi: la nostra società è consumata dal gravame delle stesse strutture che la sorreggono? Esse stanno prosciugando il fondo più vivo delle nostre esistenze? Qual è il peso delle varie strutture nel condizionare le azioni che compiamo ogni giorno? Nel gennaio del 2016, presso il Museo della Città di Rimini - ala nuova, gli artisti di officina d'A, hanno allestito un'esposizione di lavori pittorici e fotografici accompagnata da musica, teatro e condivisione di pensieri, con l'obiettivo di offrire al pubblico uno spunto di riflessione, uno sguardo forse nuovo, certo sensibile allo stato delle cose. La pittura è stata affiancata dalla parola scritta quale ulteriore strumento di comunicazione ed è stato vergato il racconto, ispirato alle opere dei pittori, che si snoda sul filo comune del viaggio per mare, della ciurma, della commistione di idee e spazi come equipaggio a bordo di una nave. Siamo tutti sulla stessa barca - viene facile dire - è il caso di adoperarsi, insieme, per cercare una via d'uscita."

Amanti dei contest, indecisi, futuri autori, chiunque ambisca al riconoscimento del proprio lavoro di scrittore, non perdete l'occasione del contest di marzo perché dopo questo si chiuderanno i giochi e inizierà la selezione dei racconti per la prima antologia. Fino a oggi ci avete donato degli ottimi racconti, la vittoria di un contest o la nomina tra i finalisti è un premio che gratifica, ma riteniamo che il lavoro dello scrittore debba essere premiato in moneta, per questo a ogni finalista che verrà selezionato per l’antologia sarà proposto un contratto editoriale e riconosciuto un diritto d’autore. La prima antologia uscirà in forma di ebook. Stiamo lavorando al titolo e alla copertina, abbiate pazienza, non è ancora il momento di concedere anticipazioni. Quando uscirà in commercio (e come sempre faremo del nostro meglio perché avvenga in tempi brevi), daremo avvio alla seconda serie di contest mirata alla nascita della seconda antologia; anche questa verrà pubblicata in forma digitale. Il meglio delle due raccolte confluirà in un volume cartaceo.
Buon lavoro a tutti.

La strega e il diamante, titolo che arriva direttamente da una canzone di Mannarino, (Bar della rabbia). Come sempre potete ispirarvi dal testo originale e prendere qualsiasi direzione troviate inerente.

Le regole, sempre le stesse:

I racconti (inediti) devono essere inviati a: contest@jonaeditore.it

La lunghezza massima è di duemila parole.
Il documento deve essere in qualsiasi formato office.
Il titolo deve essere composto dal vostro nome-cognome e da "la_strega_e_il_diamante".
Dovete scrivere consenso a pubblicare online lo scritto, in caso di vittoria.
Precisiamo che con "inedito" si intende non pubblicato né su cartaceo, né online.
Scadenza 31 marzo 2017.
Chiediamo, inoltre, ai partecipanti, di iscriversi al sito e a mettere un like alla pagina facebook. Sarà più semplice comunicare e potrete seguire ogni nostra iniziativa.

Cosa si vince?

I due o più vincitori (se i racconti inviati saranno meno di cinquanta decreteremo solo un vincitore) avranno pubblicazione in www.jonaeditore.it
Entro fine  maggio 2017 (abbiamo posticipato di tre mesi per raccogliere ancora vostri scritti) i migliori tra i vincitori avranno un contratto editoriale e saranno pubblicati in cartaceo e in epub.

La “bacheca vegana” ha avuto successo, abbiamo avuto moltissime visualizzazioni e richieste. Considerando che il tema vegan è, per noi di Jona Editore, molto importante, abbiamo deciso di dedicargli una intera sezione e (rullo di tamburi) è stata affidata a me (sono emozionata!).


Dalla prossima settimana pubblicherò articoli che avranno come filo conduttore il rispetto per gli animali, per noi stessi e per la nostra terra, provando così a declinare il termine “vegan” in tutte le accezioni, accezioni delle quali, la dieta vegetale, non è che una naturale conseguenza.
Crediamo infatti che non basti smettere di consumare carne e derivati per essere vegan (non a caso, esiste il termine ‘vegetaliano’), ma che bisogna attuare un cambiamento, che ci sposti dall’antropocentrismo a una visione più umile. Visione in cui l’uomo è il prodotto di una diversa evoluzione e che il nostro tipo d’intelligenza non ci dà il diritto di abusare degli animali a nostro uso e consumo, trasformando delle vite, in oggetti, merci di scambio, cibo e guadagno. Crediamo non si possa parlare di pace, finché non si terrà conto del dolore che ha patito un vitello prima di finire nel nostro piatto e pensiamo che nulla ci dia il diritto di prevaricare sulle altre vite, soprattutto se più deboli, più piccole o, secondo un modo egoista di vedere, meno importanti.
Per questi e tanti altri motivi, racconterò di persone che non si accontentano solo di vivere bene per se stesse, ma vogliono contribuire a dare una vita degna e felice anche agli animaletti più piccoli e miseri. Parlerò di cosa si intenda per cruelty-free e di cosa si possa fare per arginare la sperimentazione animale. Intervisterò attivisti animalisti, ma anche famiglie che hanno deciso di non usare l’auto; medici e veterinari per capire di più e approfondire il discorso sulla nostra alimentazione (e la B12? Ma da dove prendi le proteine?) e quella degli animali che vivono con noi (crocchette vegan sì o no?). Scriverò di ecologia (un tema a me molto caro) e di come, con piccole accortezze quotidiane, possiamo pesare meno su questo pianeta. A volte mi cimenterò in cucina e vi proporrò delle ricette senza latte vaccino, uova e miele, per sfatare il mito che mangiare vegan equivalga a rinunciare al buon cibo. Talvolta invece vi porterò con me alle manifestazioni o negli allevamenti, per vedere negli occhi le vite per cui abbiamo deciso di smettere di consumare carne e derivati.
Con questa mia rubrica non salirò in cattedra né mi permetterò mai d’insegnare ad altri a vivere, ma accompagnerò - chi vorrà seguirmi - in quello che è il mio mondo da qualche anno a questa parte e proverò a spiegare il motivo delle mie scelte e portarvi a conoscenza dei punti di vista di chi si definisce vegan; d’altro canto, mi piacerebbe che la mia rubrica diventasse anche una piccola casa per chi vegano lo è già, ma vorrebbe approfondire la conoscenza di alcune tematiche, o magari porsi nuovi obbiettivi e ampliare i propri orizzonti. Non ultimo, sarò molto felice se vorrete scrivermi per dirmi come la pensate, darmi consigli, propormi interviste, e perché no, criticare, ma sempre nell’ottica di un dialogo che voglia migliorarci. A questo scopo abbiamo creato un nuovo indirizzo e-mail: giulia.bolle@jonaeditore.it (segnatevelo perché è l’unica e-mail di riferimento).


Sono convinta che il veganismo antispecista sia il minimo comune denominatore di tutte le battaglie e che quindi, se tutti fossimo vegan (nell’accezione antispecista), non esisterebbero più povertà, sessismo e razzismo; perché nel momento in cui si impara a rispettare i più deboli, si rispettano tutti. Il momento in cui si decide di non causare morte e sofferenza a nessuno, animali compresi, è il momento che si chiama futuro. Cerchiamo, tutti insieme, di renderlo presente.

Intervista a Mara Genotti Brat e Grumo, tra pochi giorni cureranno la loro rubrica sul sito fino a renderla cartacea.

1-  Sappiamo che scrivi e che hai gatti, ma per il resto, cosa fai nella vita?

Da pochissimo tempo ho iniziato a collaborare a tempo pieno con una start up che gestisce siti e blog e crea testi e contenuti informativi, occupandomi sia della stesura di testi che della revisione degli scritti di altri articolisti.

Nel tempo libero pratico yoga e leggo. Sto anche cercando di imparare a nuotare… Che il Cielo me la mandi buona!

2-      Chi è Grumo? E perché questo nome?

Grumo è il protagonista della mia storia ed è un gatto di strada, il classico randagio anonimo e un po’ polveroso. Da qui il suo nome (Grumo di Polvere, per l’esattezza), che gli viene dato proprio a causa dello strato di sporcizia che riveste il suo manto.

Si sa che i gatti sono animali molto puliti, purtroppo però quando vivono in strada è possibile che la loro meticolosa toelettatura non riesca a togliere i segni della vita all’aperto!

3-      Come mai la scelta di far parlare un gatto?

Questa scelta è stata dettata sia dalla mia passione per questo animale sia da alcuni fatti di cronaca più o meno rosa. Alcune notizie, infatti, talvolta ci raccontano di gatti in grado di accompagnare alla morte le persone o, senza avvicinarsi ad ambiti così tetri, di essere particolarmente sensibili al dolore e agli stati di fragilità.

In realtà molti animali vengono arruolati nei progetti di pet therapy, ma si sa che ai felini viene da sempre attribuita una marcia in più in questo ambito. E quindi ecco il nostro gatto parlante!

4-      Sarà un’unica storia o singole avventure?

Entrambe le cose: il filo conduttore è la storia del gatto e la sua ricerca di risposte legate alle “cose misteriose che solo i gatti possono vedere”, ma in tutto questo Grumo si interfaccia con le persone che incontra, portandoci a conoscere più vite e, quindi, più racconti.

5-      Vivi con altri animali?

Sì, ho adottato un topolino da un’associazione (La Collina dei Conigli) che salva gli animali da laboratorio, dando loro la possibilità di un riscatto. Vi lascio immaginare quanto sia felice il topolino di convivere con due gatte!

6-      Prima di Grumo avevi già scritto?

Sì, avevo già scritto. In realtà però non ho mai portato a termine una storia in maniera completa come ho fatto con questo scritto, fondamentalmente per mancanza di tempo.

7-      Pensi sia importante leggere per scrivere?

Sì, penso che la lettura, magari di generi differenti, permetta di guardare il monitor o il foglio su cui si scrive attraverso un prisma, che aiuta a vedere e a descrivere più sfumature della storia che si vuole raccontare, o semplicemente ad esprimersi meglio.

8-      Libri che ti hanno ispirato?

Sebbene mi piaccia moltissimo leggere, non mi sono ispirata a nessuna storia in particolare per raccontare questa vicenda, e forse questo è stato il motivo per cui ho deciso di dare priorità a questo scritto e non agli altri che popolano il mio pc e i miei appunti volanti.

Se invece devo dire quale libro mi ha dato l’input di provare a scrivere qualcosa di mio, beh, ogni volta che finisco un libro penso: “Uao, lo voglio fare anche io!”

9-      Grumo è un gatto libero o vive in casa?

Grumo inizialmente non vive in casa, tuttavia nel corso della storia trova una famiglia molto particolare, per il resto bisognerà leggere il romanzo...

10-   Ecco, appunto, perché leggere le avventure di Grumo?

Direi di leggerlo perché, che piacciano o no i gatti o gli animali in genere, Grumo racconta tante storie e tante realtà che ogni giorno si intrecciano alla vita di ognuno di noi. Spesso ignoriamo queste storie, per fretta o per paura di affrontare tematiche troppo complesse o che possono spaventare e costringerci a fare i conti con noi stessi.

Infatti Grumo ci racconta le vicende di persone che possiamo eventualmente sentire molto lontane da noi, perché non conosciamo nessuno che ci ricorda quella situazione specifica (i disabili, ad esempio), ma anche storie che presto o tardi ci toccheranno in prima persona, e che per questo vorremmo tenere lontane dalla nostra mente (a partire dalla condizione degli anziani che si trovano nelle case di riposo. Insomma, saremo tutti vecchi un giorno, ma chi ha voglia di pensarci?).

Non siete ancora convinti di leggere questa storia? Beh, allora leggetela per scoprire cosa fissano i gatti quando il loro sguardo si perde nel vuoto, magari proprio alle nostre spalle!

11-   Cosa ti farebbe piacere che una persona pensasse dopo aver finito il tuo romanzo?

Mi piacerebbe innanzitutto che si asciugasse una lacrimuccia, ma se non dovesse accadere vorrei che pensasse che forse un giorno lo rileggerà volentieri!